cURA DELLA CEFALEA A GRAPPOLO

studio e analisi delle cefalee a grappolo

rimedi cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo caratterizza una forma di dolore pulsante che colpisce esclusivamente un lato del capo in particolare l’occhio, la fronte e la tempia, con arrossamento e lacrimazione dell’occhio interessato, rinorrea omolaterale, senso di ostruzione del naso, sudorazione profusa. Generalmente la crisi compare in piena notte da mezzanotte alle due, il dolore è particolarmente violento tanto da attribuire a questa forma di cefalea la denominazione di “cefalea del suicida” anche se non risulta alcun atto suicidario in concomitanza della crisi.

I soggetti più colpiti sono gli uomini (0.1% della popolazione), rarissima nelle donne, anche se in queste si può realizzare una condizione analoga, come l’emicrania parossistica.

Questa forma di cefalea compare tipicamente in un particolare periodo dell’anno, in particolare in primavera, ma può verificarsi in qualsiasi altro periodo dell’anno, può durare venti giorni, ma può durare anche meno o più di venti giorni (per questo viene chiamata “cefalea a grappolo”), poi scompare per ricomparire l’anno successivo o due anni dopo. A volte si hanno più grappoli durante l’anno, a volte questa cefalea può presentarsi durante le ore diurne e durare molto più a lungo. A volte si possono manifestare nella stessa giornata, ad esempio nel pomeriggio e nella notte diverse crisi, fino a 7-8 crisi al giorno della durata da 10’ a quattro ore.

 

La causa di questa forma di cefalea viene attribuita ad una disfunzione ipotalamica, anche in relazione al trattamento risolutivo che si è ottenuto, trattando alcuni casi di cefalea a grappolo resistenti a tutte le terapie con tecniche neurochirurgiche (Deep Brain Stimulation) che agiscono a livello ipotalamico

 

Trattamento: la crisi generalmente scompare con l’uso dei triptani se vengono utilizzati all’insorgenza del dolore; l’inalazione di ossigeno (7-10 litri/m’), in alcuni soggetti risponde bene anche l’uso di lidocaina nella mucosa nasale. A volte occorre ricorrere all’uso di prednisone (50-60 mg/die).

Un trattamento profilattico consente di ottenere buoni risultati con l’uso di carbonato di litio (controindicato nei soggetti con patologia tiroidea, renale, ipertensiva) e/o di verapamil (controindicato nei soggetti con blocco di branca atrio-ventricolare, nei soggetti bradicardici, negli ipotesi)

Da qualche anni si utilizza il TMS con risultati ritenuti soddisfacenti. Un trattamento con DBS di cui si è detto precedentemente può essere utile nei soggetti farmacoresistenti

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