BULLI A SCUOLA E NELLA VITA

La sopraffazione e l’umiliazione nei confronti dei bambini, degli adulti, degli immigrati, di intere popolazioni e degli animali ha nomi diversi ma in realtà, si tratta di bullismo

 

Gli esseri viventi soffrono di un male inguaribile che risale ai primordi dell’umanità: la sopraffazione del più forte verso il più debole, sia nella razza umana, sia negli animali, sia degli uomini verso gli animali. Un recente documento della Lida (Lega italiana per i diritti dell’animale) di cui hanno parlato tutti i giornali riporta le atrocità inferte da alcuni ragazzi ad un cane e di tali episodi la cronaca quotidiana e diversi servizi televisivi sono particolarmente ricchi.

Le mille violenze, le torture e le sevizie di alcuni regimi “bulli”, i poliziotti “bulli” che hanno massacrato in Italia un povero diavolo in possesso di droga e mille altri episodi di violenza gratuita segnalano pesantemente l’importanza di questo fenomeno.

Per arginarlo occorre che la società si mobiliti, intervenendo fin dai primi anni di vita, cercando di cogliere i primi sintomi dalla prima infanzia, le prime manifestazioni di aggressività e/o di intolleranza per consentire un più equilibrato sviluppo dell’io.

Per comprendere le conseguenze che atti di bullismo possono determinare (per fortuna in pochi casi) in un ragazzo, riporto un caso clinico

Pierangelo è un ragazzo pugliese di 21 anni, biondo ed occhi celesti, un bel ragazzo che viene accompagnato nei giorni scorsi nel mio Centro cefalee e Neuropsichiatria dai suoi genitori perché, nonostante venga curato in maniera ottimale da colleghi specialisti, continua ad accusare , ormai da tre anni, un delirio persecutorio da parte dei suoi amici e dei vicini di casa; strane voci che lo accusano e lo invitano a suicidarsi, a volte interloquisce con i personaggi della TV nella convinzione che Sgarbi o Baudo parlino con lui.

I genitori sottolineano l’ambiente particolarmente affettuoso e gratificante in cui è cresciuto, le attenzioni speciali dei nonni che gli hanno comprato sempre tutto quello che fin da piccolo desiderava anche se manifestava una certa timidezza, una certa tolleranza nei confronti di una sorella più piccola ma piuttosto aggressiva a cui reagiva spesso col pianto per cui la diagnosi impietosa di schizofrenia dei colleghi che lo hanno curato ha lasciato perplessi i genitori e tutta la famiglia.

Con Pierangelo riesco a parlare della sua infanzia e della sua adolescenza e non mi sorprendo quando mi racconta il difficile periodo che ha vissuto negli anni della scuola media quando veniva quotidianamente beffato, deriso, oggetto di nomignoli indicibili, a volte anche picchiato da due coetanei, i bulli della classe che si autodefinivano “duri ed indomabili”, sorpresi a più riprese dal Preside ma sempre riammessi a scuola

Molto spesso si ritrova all’origine di un disturbo psichiatrico una condizione del genere, il bullismo subito in età infantile, per cui non soltanto l’uso del farmaco ma anche una opportuna psicoterapia dovrà rappresentare il trattamento più idoneo per risolvere situazioni così complesse.

Il bullismo rappresenta un fenomeno da sempre presente nell’uomo caratterizzato da un comportamento di prevaricazione e di oppressione nei confronti di altri soggetti più timidi, più fragili, più insicuri che subiscono per un tempo variabile, da giorni la vittima ad una condizione di frustrazione, di passività e di insicurezza che molto spesso sfocia in una patologia psichiatrica più o meno evidente

La personalità del bullo risente molto spesso dell’ambiente educativo in cui è vissuto: non raramente i genitori o uno dei genitori è particolarmente violento, autoritario e punitivo, determinando nel figlio un modello di aggressività che il bullo utilizza successivamente; a volte un genitore punitivo determina nel figlio una condizione di frustrazione e di insicurezza che potrà rappresentare le premessa per una evoluzione psicopatologica; a volte i genitori hanno un comportamento psicopedagogico adeguato ma il figlio bullo ha avuto esperienze negative con i coetanei che possono averlo influenzato negativamente; a volte le manifestazioni di prepotenza di quei ragazzi che diventeranno bulli vengono apprezzate ed incoraggiate dai genitori e dal contesto sociale, rafforzando nel ragazzo quei comportamenti.

Si è molto discusso sulla carenza di serotonina nei soggetti affetti da bullismo, in realtà il meccanismo più verosimile va riferito ad una disfunzione ipotalamica indotta da una eccessiva liberazione di cortisolo.

SMONTA IL BULLO riferisce una campagna nazionale contro la violenza: probabilmente si tratta di una strada da percorrere.

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