cura del disturbo ossessivo compulsivo

Questo disturbo colpisce cinque milioni di italiani
Spesso i farmaci sono inefficaci.
Quali sono le cause e le novità terapeutiche

disturbi ossessivi compulsivi

Nello scorso mese divenne nel mio studio la signora Giuliana, 48 anni portati bene, molto dolce che ricorda un’attrice americana, Audrey Hepburn, a lei simile anche fisicamente, accompagnata dal figlio Maurizio, un ragazzo di 21 anni che da oltre quattro anni manifesta degli strani comportamenti che preoccupano tutta la famiglia.

Maurizio ricorda che i problemi sarebbero iniziati subito dopo un incidente stradale con la motocicletta in cui lui si salvò per miracolo da un impatto con una macchina guidata da un suo coetaneo che morì qualche giorno dopo. Da quel giorno cominciò ad accusare pensieri ed immagini ricorrenti e persistenti, fastidiosi e privi di senso: “posso infettarmi del virus dell’AIDS, dando la mano ad un amico posso infettarmi di malattie serie, se penso alla possibilità che mamma stia male, veramente mamma potrebbe morire”, a questi pensieri ossessivi si accompagnavano la ripetizione di parole senza senso, si lavava costantemente le mani, a volte pregava perché le sue paure potessero ridimensionarsi, apriva e chiudeva la porta di casa più volte perché temeva di non averla chiusa bene, controllava continuamente gli appunti e tutto quello che una volta buttava perché inutile, veniva raccolto e conservato gelosamente Tutti questi comportamenti compulsivi non sfuggivano all’attenzione dei genitori di Maurizio per cui hanno tempestivamente informato un amico di famiglia psichiatra che ha somministrato farmaci antidepressivi ed ha consentito a Maurizio di stare meglio. Quattro mesi dopo l’inizio di questa terapia, si è proceduto, scalando le compresse nel modo più opportuno ad eliminare il farmaco. Dopo un mese dalla sospensione del farmaco i disturbi si sono ripresentati e questa volta con sintomi più preoccupanti: Maurizio pensa al suicidio quotidianamente, ne parla con la mamma che torna preoccupata dallo psichiatra: quei farmaci che alcuni mesi prima hanno dato un miglioramento, attualmente non funzionano per cui si cambiano farmaci e psichiatri con risultati molto modesti.

La signora Giuliana è molto preoccupata quando è venuta a settembre nel mio studio, mi aveva precedentemente chiesto via internet se dal DOC, dal disturbo ossessivo compulsivo si può guarire ed io l’avevo rassicurata; le sue preoccupazioni sono aumentate dopo che ha appreso da sua madre che il nonno materno si suicidò (fu trovato, dopo venti giorni in cui si era reso irreperibile in un pozzo della loro campagna. Tranquillizzo la signora Giuliana perché’ oggi abbiamo delle risorse che mancavano cinquanta anni fa

I disturbi presentati da Maurizio, pur essendo analoghi a quelli di altri soggetti che soffrono di disturbo ossessivo-compulsivo, non sono gli unici e si possono riassumere nei seguenti elementi:

a) attenzione ai dettagli, le regole, le liste, l’organizzazione che fa perdere di vista lo scopo principale dell’attività

b) perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti

c) eccessiva dedizione al lavoro, evitando svago ed amicizie

d) esageratamente coscienzioso e scrupoloso

e) incapace di gettare via oggetti usati e di alcun valore

g) rigido, avaro e testardo

Nella mia pratica professionale ho incontrato soggetti che conservavano gelosamente anche le feci e le urine in appositi contenitori, pazienti che prendevano dai bidoni della spazzatura vestiti, scarpe ed oggetti per conservarli.

Le cause di questo disturbo vanno ricercate sia in una predisposizione genetica (spesso nella stessa famiglia è possibile riscontrare diversi soggetti) ma soprattutto in un comportamento psicopedagogico particolarmente apprensivo da parte di uno o di entrambi i genitori o degli insegnanti.

Il trattamento di questi soggetti, spesso sono ragazzi, prevede in via prioritaria un trattamento psicoterapico con l’utilizzazione di una psicoterapia breve strategica o una terapia cognitivo-comportamentale a cui si potrà aggiungere un eventuale trattamento farmacologico, utilizzando la clomipramina, la fluvoxamina, l’olanzapina. Recentemente sono state utilizzati alcuni farmaci antivirali e la silimarina, con risultati sovrapponibili agli SSRI e che aprono interessanti scenari sul versante etiopatogenetico

Non raramente alcuni soggetti, particolarmente gli adulti, sono resistenti a questo trattamento per cui potrà essere utilizzato il TMS (transcranic magnetic stimulation) su cui sia la letteratura internazionale che l’esperienza condotta presso il Centro Cefalee e Neuropsichiatria di Ostuni, ha fornito risultati incoraggianti; in questi ultimi mesi alcuni Centri Italiani hanno utilizzato la DBS (deep brain stimulation).

CENTRO CEFALEE E NEUROPSICHIATRIA PROF. GIOVANNI D'ATTOMA | 23, Via De Sanctis Francesco - 72017 Ostuni (BR) - Italia | P.I. 01870310743 | Tel. +39 0831 308728   - Cell. +39 336 820244 | Fax. +39 0831 308728 | giovdat@libero.it | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Powered by  Pagine Gialle  -  SmartSite