LA DEPRESSIONE NON E’ PIU’UN MALE OSCURO

Novità sulla conoscenza ed il trattamento di una patologia che colpisce il 7%degli Italiani

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Intervista al Prof. Giovanni D’Attoma, specialista in Neuropsichiatria e Neuroendocrinologia, Psicoterapeuta

 

D. Come distinguere chiaramente la condizione “clinica” delle innumerevoli fonti di frustrazione, tristezza e demoralizzazione che ogni essere subisce nel corso della sua esistenza da uno stato depressivo?

R. La depressione ha delle caratteristiche cliniche ben standardizzate nelle varie edizioni del DSM, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, a cui fanno riferimento tutti gli psichiatri nel definire un disturbo mentale, La depressione fa comunemente riferimento all’episodio depressivo maggiore che è caratterizzata da una serie di disturbi, dall’umore depresso, alla perdita di interesse per quasi tutte le attività, disturbi del sonno, agitazione o rallentamento psicomotorio, sentimenti di autosvalutazione, ecc. che dovranno essere presenti contemporaneamente (almeno cinque dei sintomi) per un periodo di due settimane e rappresentano un cambiamento sostanziale rispetto alle condizioni precedenti.

D. Mi chiarisca il ruolo dei fattori psicologici e quelli genetici nella depressione

R. Il ruolo dei fattori psicologici, perdita del lavoro, separazione coniugale, problemi infantili per difficoltà coi genitori o a scuola hanno un ruolo che innescano la depressione in un soggetto predisposto. Da un punto di vista biochimico l’ipotesi di una carenza di serotonina (5HT) e di altri neuro mediatori è la più accreditata; da qualche anno si segnala l’importanza dell’ ipotalamo, vera centralina della nostra emotività che ci difende dallo stress attraverso un incremento del cortisolo .  Studi recentissimi valorizzano il ruolo dei recettori del cortisolo (GR) presenti a livello ipotalamico che, influenzati da una serie di numerosi peptidi condizionano anche geneticamente la sensibilità recettoriale della serotonina, della noradrenalina, della dopamina e di altri neuro mediatori.

D. Per guarire, meglio gli psicofarmaci personalizzati, la psicoterapia individuale oppure una integrazione virtuosa di entrambi questi fattori?

R. Con i miei pazienti utilizzo, anche nelle forme gravi di depressione, un trattamento psicoterapico: se noto una qualche forma di accettazione e di impegno proseguo su questa strada con o senza l’aggiunta di uno psicofarmaco. Vi sono pazienti resistenti a qualsiasi psicofarmaco (antidepressivi, antiepilettici, antipsicotici ecc.) per i quali il nostro Centro di Ostuni (BR) utilizza il TMS (transcranic magnetic stimulation) con risultati molto positivi.

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