IL GIOCO D’AZZARDO O GIOCO COMPULSIVO COLPISCE CIRCA DUE MILIONI DI ITALIANI

QUALI SONO I SINTOMI E COME SI CURA

Il “gioco d’azzardo”, chiamato anche “gioco compulsivo” o “ludopatia” rappresenta una delle patologie più insidiose e più sottovalutate che colpiscono circa due milioni di Italiani.

Non esiste una sola categoria di giocatori d’azzardo per cui si passa dalla innocente e giocosa puntata al casinò, alla slot machine, al gratta e vinci ( da considerare solo dei piacevoli passatempi) a forme francamente patologiche in cui il giocatore ha una graduale perdita della capacità di contenere la voglia di giocare che finisce per assorbire gran parte della sua giornata e, soprattutto, gran parte dei suoi risparmi.

Deve essere considerato “gioco d’azzardo patologico” quando un soggetto manifesta un comportamento persistente, ricorrente e disadattivo di “gioco d’azzardo” che determina pesanti ricadute negative sulla vita personale, sociale e lavorativa del giocatore. I segnali di tale problema di dipendenza dal gioco possono essere riassunti nei seguenti comportamenti:

  1. tentativi ripetuti ma infruttuosi di interrompere, ridurre o controllare il proprio comportamento di gioco d’azzardo

  2. ansia o irritabilità quando si tenta di controllare o ridurre il gioco d’azzardo

  3. tendenza ad utilizzare il ricorso al gioco d’azzardo per ridurre stati affettivi negativi (senso di colpa, impotenza, depressione) o per sfuggire a problemi

  4. tendenza a ritornare al gioco per rifarsi delle perdite precedenti

  5. propensione a mentire sul proprio comportamento di gioco

  6. perdita reale o grave rischio di perdita, a causa del gioco d’azzardo, di una o più relazioni importanti oppure compromissione del lavoro

  7. ricorso a comportamenti illegali (furti, frodi, baro, falsificazioni)

  8. richiesta ad altri di denaro necessario per rimediare alla propria situazione finanziaria più o meno disperata a causa dei debiti di gioco


Nella mia pratica professionale ho trattato diversi soggetti affetti da questo disturbo: nello scorso anno ho conosciuto Pinuccio, un signore di 72 anni, un notissimo costruttore che quando aveva trenta anni festeggiò un mitico traguardo, aveva accumulato il suo primo miliardo di lire per cui veniva chiamato da amici e parenti “mister miliardo”: si trattava di un legittimo riconoscimento per un ragazzo che a 15 anni era un modesto operaio dell’edilizia, a 20 anni aveva già diversi operai che lavoravano alle sue dipendenze.

Il sig. Pinuccio ha sempre lavorato con grande capacità imprenditoriale, accumulando una grande fortuna economica e tanti riconoscimenti, anche pubblici, che gli hanno assicurato il titolo di Cavaliere di gran croce. I problemi per mister miliardo sono iniziati sei anni fa quando, sentendosi una persona molto fortunata, ha cominciato ad interessarsi , prima per gioco, poi coltivando il “vizietto del gioco” al superenalotto, poi al miliardo di gratta e vinci, poi al video-poker, scommesse sui cavalli, impegnando ingenti risorse economiche che servivano ogni volta per rifarsi delle perdite precedenti. La moglie ed i figli hanno dapprima sottovalutato il fenomeno, ma quando hanno visto una drastica riduzione del loro patrimonio hanno cominciato a preoccuparsi, coinvolgendo qualche amico di famiglia ed un sacerdote cui Pinuccio era molto legato a contenere il “vizietto”, prospettando anche l’eventualità dell’intervento di un amico esorcista o di un neuropsichiatra.

L’anno scorso ho visitato mister miliardo, si sentiva un uomo sconfitto, si chiedeva come mai un uomo dotato di tante capacità che aveva saputo educare i figli al lavoro ed alla rettitudine fosse mai entrato in un frenetico bisogno di “gioco”, come se volesse compensare una vita dedicata costantemente al lavoro ed al sacrificio senza che si fosse concesso pause significative di riposo e di gioco e, forse, queste considerazioni fatte spontaneamente da Pinuccio, rappresentavano la spiegazione psicodinamica più convincente delle motivazioni per cui si è realizzata questa patologia. Mister miliardo ora è guarito e quando qualche “compagno di merenda” lo invita all’ennesima corsa di cavalli Pinuccio racconta la sua storia e come ha saputo venirne fuori.

L’approccio psicoterapico rappresenta la terapia più importante per questi disturbi, occorre valutare la componente compulsiva del disturbo per la quale è importante utilizzare anche qualche psicofarmaco, in particolare la venlafaxina e la quietapina.

Nei soggetti farmacoresistenti nel nostro Centro Cefalee e neuropsichiatria utilizziamo una tecnica moderna rappresentata dal TMS (transcranic magnetic stimulation) con risultati soddisfacenti.
In relazione la gravità della malattia ed alla disponibilità del paziente e della famiglia i tempi di guarigione possono essere diversi. Si tratta di una patologia seria che deve essere affrontata seriamente da specialisti qualificati.

Per info tel 336820244

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