L’INSONNIA:

Interessa il 55% della popolazione

La crisi economica ne ha accentuato il fenomeno in questi ultimi anni ma le ragioni per cui si dorme male sono molteplici.
La terapia va personalizzata.


Prof. Giovanni D’Attoma, Spec. Neuropsichiatra, Psicoterapeuta

 

Chiedetelo a chi ne soffre: l’insonnia rappresenta un problema di notevole importanza per tutti gli esseri viventi perché non ti consente di lavorare, di vivere, di amare, ti distrugge lentamente, rappresenta una vera malattia sociale. Una delle torture più crudeli che utilizzano i regimi dittatoriali nei confronti dei prigionieri per farli parlare è rappresentata dalla impossibilità dei prigionieri ad addormentarsi attraverso l’esposizione, ad occhi aperti ad una luce intensa.

Una notte insonne rappresenta una esperienza molto comune che non riveste una particolare importanza, ma per molte persone l’insonnia rappresenta un problema molto serio per il quale è importante una seria impostazione diagnostica per un trattamento corretto.

Quali sono le ragioni per cui il sonno è indispensabile per la vita di un essere vivente? La risposta più ovvia è rappresentata dalla necessità “ricaricare le nostre batterie”, di praticare un resettaggio dei nostri sistemi metabolici affidata all’ epifisi attraverso la melatonina ed al nucleo soprachiasmatico  dell’ipotalamo che sincronizzano il ritmo sonno-veglia grazie agli stimoli ambientali di luce ed oscurità.

Numerose indagini epidemiologiche indicano un esercito di insonni che oscilla sul 55% della popolazione, anche se in questa percentuale il numero degli anziani supera quello dei giovani. La classificazione internazionale dei disturbi del sonno (ICSD, 1997) cita 84 disturbi: le “ dissonnie” caratterizzate da sonno notturno disturbato, “ parasonnie” di cui l’insonnia non rappresenta il sintomo principale e “ disturbi associati a patologie mediche o psichiatriche. 

L’aspetto fondamentale è rappresentato dall’esigenza di considerare l’insonnia come la spia di una malattia ed è quindi opportuno indagare sulle cause di questo disturbo come la “tosse “ rappresenta un sintomo di svariate patologie. Uno studio del 1985 negli USA ha evidenziato che il 75% dei soggetti insonni sono pazienti ansiosi o depressi. Numerosi disturbi di interesse internistico si accompagnano ad insonnia, in particolare la broncopneumopatia cronica, l’asma, problemi cardiaci, il reflusso gastroesofageo e l’ulcera gastrica, la fibromialgia, turbe a carico della tiroide, la sindrome “delle gambe seìnza riposo” della fatica cronica, la sindrome da cambiamento del fuso orario (jet lag), caratterizzata dall’incapacità del nostro orologio biologico ad adattarsi ai rapidi cambiamenti di fuso orario.

Tutto questo ci induce a ritenere quanto mai erronea l’abitudine ad assumere un ansiolitico o il primo ipnoinduttore consigliato da un amico. L’ansiolitico può rappresentare una soluzione temporanea, non sempre efficace, per contenere una situazione transitoria di ansia, ma rappresenta una pericolosa tendenza all’assuefazione per quanti dovessero farne un uso quotidiano. Una tecnica molto semplice per risolvere il problema senza l’uso di farmaci è rappresentato dalla Light Therapy, una lampada particolare che resincronizza i ritmi della melatonina.

 

Prof Giovanni D’Attoma tel 336.820244

Dir. Centro cefalee e neuropsichiatria - 72017 Ostuni (BR)

www.centrocefaleaeneuropsichiatria.it

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